martedì 8 dicembre 2009

Spiaggia, mare, relax.


Villasimius.

Passeggiare sul mare,il sole che si nasconde dietro qualche nuvola di corsa.
I piedi che sfiorano l'acqua e camminano vacillanti sulla sabbia umida.
Vento leggero, pensieri liberi.
Estrema serenità avvolto dall'aria e dalla terra.

giovedì 3 dicembre 2009

w.e.


Inizia tra poche ore il week end lungo.

Lunghissimo.

Sarà occasione di riposo.


Kisses&Hugs!


See you soon.

mercoledì 2 dicembre 2009

Fermo (o quasi), Vuoto (a rendere)

Fermo immobile, davanti alla tastiera. Non so cosa scrivere, cerco di scavare nel cervello ma non trovo niente oggi. Sono proprio entrato nel silenzio. Ho voluto mettermi qua davanti per vedere se fosse solo una mia fisima o se davvero la pausa è in corso. C'è,è presente e questo è un segnale. Ho aperto la moleskin e solo qualche goccia di inchiostro è venuta fuori dalla penna.
Accetto questo stato perchè è un fermo necessario. Ho riversato tanto su queste pagine, su quelle della mia agenda: fermo la macchina e scendo un secondo per controllare la pressione delle gomme.
Sento però in lontananza un leggero nascere. Come se percepissi una mandria distante che corre verso di me, inizio a vibrare piano piano prima del frastuono generale. Con la lingua ripasso le labbra immaginando la sensazione di gusto estremo che avrò nel ritrovare idee e pensieri. Ora, come nel miglior stile, riposo sul mio letto al caldo quasi accucciato. Prendo tanti fili, li raccolgo e li metto da parte, pronto per iniziare a intrecciare nuovamente storie e racconti, sentimenti e riflessioni.
Alla fine qualcosa ho scritto in questo post perchè anche nei vuoti a rendere rimane sempre un fondino nel viaggio di ritorno verso la fabbrica.

Tu, Bancario

Da una mail ricevuta..

Tu, Bancario

Sei pagato per rendere felice il tuo cliente..
come le prostitute.
Sei pagato per portare a casa i clienti..
come mle prostitute.
Il tuo cliente paga tanto, ma è il tuo padrone che intasca..
come le prostitute.
Sei pagato all'ora, ma i tuoi orari arrivano fino a quando il lavoro è finito..
come le prostitute.
Sei ricompensato se soddisfi le fantasie del cliente...
come le prostitute.
Quando ti domandano in che cosa consiste il tuo lavoro, tu non puoi spiegarlo..
come le prostitute.
I tuoi amici si allontanano da te e resti solo con gente del tuo tipo..
come le prostitute.
E' il cliente che paga l'hotel e le ore di lavoro..
come le prostitute.
Il tuo padrone ha una gran bella macchina..
come le prostitute.
Quando vai in missione da un cliente, arrivi con un gran sorriso..
come le prostitute.
Ma quando è finito, sei di cattivo umore..
come le prostitute.
Ogni mattina ti alzi dal letto e dici "non posso fare questo per tutta la vita"..
come le prostitute.

martedì 1 dicembre 2009

La strada di notte


Piccole gocce ornano la tela trasparente ripulita con cadenza da due braccia scure; ogni volta un quadro diverso di puntini misteriosi e chiari. Gli occhi di vetro guardano avanti e scoprono con il loro sguardo acceso la diversità del movimento. Forme strane che cambiano più ci si avvicina, giochi di ombre che sembrano inseguire la lamiera lavorata mentre corre sul manto posato: nero, grigio, liscio, ondeggiato: cambia forma nel seguire la terra che in passato ha dettato il percorso. Il cielo, in aperta campagna, ha un colore indefinito e copre tutto come un telo. L'unica luce, puntata come un faro lontano, alterna pienezza a forme tagliate.
Metro dopo metro scavo un tunnel nel buio. La linea bianca che mi accompagna per tutto il tragitto gioca con me, si burla di me e mi mostra con fierezza la traiettoria ideale da disegnare. Curva senza indecisione, si tira dritta per chilometri senza sbandare, saltella veloce mostrando la facilità del gesto. Delle volte si traveste di giallo ma non cambia il suo andare.
Poi di colpo la luce artificiale della città piomba e rende quasi inutili i fanali. La linea mi saluta e sa bene che mi ritroverà prima o poi.
Finisce il gioco, finisce la strada.

lunedì 30 novembre 2009

Shhhhh, enjoy the silence.

Mi gusto il silenzio della mia camera. Sento solo il battere veloce dei tasti, il mio respiro e la pioggia che fuori ha deciso di occupare liberamente l'aria. La coperta che mi scalda mormora quando si muove e sembra scontenta di abbandonare quel caldo equilibrio che si era innescato.
Silenzio. Anche io rispetto il silenzio un pò falso che cerco di ascoltare dentro le mura spesse. Non parlo, quasi cerco di respirare piano e controllare il soffio dell'aria. Ho paura quasi a muovermi sul letto se non altro per le mani che cercano di seguire ciò che voglio scrivere.
Silenzio per tutto. Quiete nello scrivere dopo giorni di burrascose parole infrante su queste pagine. Lentezza nel produrre perchè ora ricarico le idee per poi detonarle nuovamente nei flussi incessanti che tanto mi appassionano. Calma, ricercata nei miei gesti, nel muovermi e nel parlare; vivo una velocità asincrona rispetto all'evoluzione della mia mente e provo a misurarmi con questo nuovo modo. Stanchezza, tanta e quasi latente nel mio corpo. Ho voglia di stendermi sulle parole e sentirle mie.
Quasi come se avessero premuto il tasto "slow play" la bobina scorre senza sbandare, prima svolgendosi da una parte per finire nel vortice dell'avvolgersi su se stessa dall'altra, ma senza fermarsi mai.
Meno parole battute su questo bianco metallico, centellinate come su ricetta.
Mi gusto il silenzio anche delle mie idee.

venerdì 27 novembre 2009

Foto in libertà


Chissà cosa pensavo!