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mercoledì 30 giugno 2010

Ancora

Ci sono ancora.
Non scrivo da molto tempo per mancanza di tempo. Tempo dedicato alla casa, alla mia compagna, a me stesso.
Non scrivo perchè non ho voglia e non cerco altre scuse legate a muse o ispirazioni.
Scrivo quando mi va, quando ho qualcosa da dire, anche se spesso lo tengo per me.


I mondiali vanno avanti, la giustizia in Italia amministra una legge senza la maiuscola, la gente perde il lavoro, le televisioni starnazzano.
Tutto nella norma. Come dare dell'Eroe a Mangano.

mercoledì 27 gennaio 2010

Tu

Ti abbraccio forte e ti sento.
Ti prendo per mano e passo dopo passo ci incamminiamo per la strada, la nostra.
Gioco con le tue dita, guardo contro luce il tuo profilo.
Mi fermo di tanto in tanto e ti bacio.
Sospiro ti amo e vedo i tuoi occhi illuminarsi, il tuo colorito diventare di un leggero rosso, le tue spalle stringersi dolcemente.
Ogni bacio una sensazione diversa.
E voglio scoprirle tutte.

mercoledì 20 gennaio 2010

Mattine




Mi sono svegliato stamattina e tu eri la.
Già prima di aprire gli occhi sentivo il tuo profumo sotto le coperte.




E vorrei fosse così tutte le mattine.

martedì 19 gennaio 2010

Goccia su goccia

Perchè piangere è natura.

L'acqua che corre ovunque e passa nell'angolo più buio spazzando via tutto.
Come nel torrente travolge le frasche arenate sulla roccia, così dentro di me trascina via il dolore bloccante.
Le mani si stringono, la rabbia va via.
Abbraccio me stesso e il mio bambino. Coccole dolci per me.
Cerco un prato su cui giocare e correre mentre l'aria mi riempie la bocca e sposta i capelli. Corro così forte che il vento stringe i miei occhi e mi fa lacrimare.
Acqua pura e sacra.

Art in progress


Alghero. 1.1.2010


Cerco arte in tutto.
Cerco nuove espressioni.
Trovo soluzioni.
Trovo sorrisi.
Felice nel muovere sempre le mani, con una penna, una tastiera o il click di una macchina fotografica.
Oggi questo dopo le tante cose di ieri.
Domani ancora nuove forme tra le mie mani.
Si riapre il cuore e la mente.
Concentrato su essenze vaghe e poco riconoscibili.
Nitide per il mio essere.
Chiudo anche oggi gli occhi.
Creatore.
Sognatore.
Io.

martedì 8 dicembre 2009

Spiaggia, mare, relax.


Villasimius.

Passeggiare sul mare,il sole che si nasconde dietro qualche nuvola di corsa.
I piedi che sfiorano l'acqua e camminano vacillanti sulla sabbia umida.
Vento leggero, pensieri liberi.
Estrema serenità avvolto dall'aria e dalla terra.

mercoledì 2 dicembre 2009

Fermo (o quasi), Vuoto (a rendere)

Fermo immobile, davanti alla tastiera. Non so cosa scrivere, cerco di scavare nel cervello ma non trovo niente oggi. Sono proprio entrato nel silenzio. Ho voluto mettermi qua davanti per vedere se fosse solo una mia fisima o se davvero la pausa è in corso. C'è,è presente e questo è un segnale. Ho aperto la moleskin e solo qualche goccia di inchiostro è venuta fuori dalla penna.
Accetto questo stato perchè è un fermo necessario. Ho riversato tanto su queste pagine, su quelle della mia agenda: fermo la macchina e scendo un secondo per controllare la pressione delle gomme.
Sento però in lontananza un leggero nascere. Come se percepissi una mandria distante che corre verso di me, inizio a vibrare piano piano prima del frastuono generale. Con la lingua ripasso le labbra immaginando la sensazione di gusto estremo che avrò nel ritrovare idee e pensieri. Ora, come nel miglior stile, riposo sul mio letto al caldo quasi accucciato. Prendo tanti fili, li raccolgo e li metto da parte, pronto per iniziare a intrecciare nuovamente storie e racconti, sentimenti e riflessioni.
Alla fine qualcosa ho scritto in questo post perchè anche nei vuoti a rendere rimane sempre un fondino nel viaggio di ritorno verso la fabbrica.

venerdì 27 novembre 2009

Foto in libertà


Chissà cosa pensavo!


La gioia del lavoro

Giornata pesante. Ci sono scadenze, pagamenti, pensioni e stipendi.
Il tutto condito da una serie di compiti affidati al sottoscritto pieni di trabocchetti e insidie.
Finisco la giornata stanchissimo ma sorridente. Ho avuto pochissimo respiro ma le ore sono trascorse veloci, ricche e intense. Cliente su cliente ho effettuato il mio ennesimo esperimento sociale. Oggi poco spazio al malumore. Dalla mattina presto un sorriso enorme si è stampato sul mio visino. Ho giocato e scherzato con tutti, coccolato le persone di una certa età, preso in giro i più giovani. E' stato un flusso continuo e divertente. Mario, mentore e collega, è stato una spalla eccezionale. Sempre con l'orecchio teso ha giocato con me e con i clienti. Luca, il mio direttore, ha creato dei cammei degni di nota.
Quanto vorrei che tutte le giornate fossero così, con i clienti "giusti" e i colleghi che remano con te. Quanto vorrei che tutti trovassero la gioia del lavoro nonostante le rotture di scatole, i problemi e i picchi nevrotici.
Ripassando la giornata di oggi mi sono convinto che devo essere io il primo a dare il segnale. Da lunedì ripeterò il mio esperimento sociale, cercando di tenere fede al mio giuramento nella speranza di migliorare me stesso, chi mi sta davanti e di fianco nel lavoro.
Da una fiammella si crea un fuoco.
Lunedì compro una scatola di cerini.

giovedì 19 novembre 2009

Calamita

Ho una calamita, o forse l'accento andrebbe sull'ultima A: calamità. Ho il potere esteso di attirare a me le persone più strane. A lavoro, per esempio, i clienti più assurdi vengono da me; naturalmente ho imparato a gestirli anche se in alcuni frangenti vorrei urlare a più non posso nel loro faccione. Nel quotidiano non cambia molto. Per varie circostanze ho una facilità nel parlare (anche se parlano solo loro) con persone afflitte da vari mali. Sfortune amorose o lavorative, disastri familiari, ansie e paranoie di ogni tipo, varie ed eventuali. Mi riversano addosso tutto quello che hanno dentro come se mi conoscessero da una vita, nello stile miglioramicosolotupuoicapire!!!. Si ci sto, fino a un certo punto. Accetto il mio ruolo ma tutto ha un limite. Non voglio essere il padre Ralph della situazione quindi mettiamo dei paletti ben precisi. Primo: esiste anche il mio ego,esiste anche quello che penso io. Secondo: evitiamo di andare sul tragico - finto tragico perchè rovina la situazione. Terzo: io mi zappo le mie cose da solo, prendete la zappa anche voi,nonostante alla fine i calli nelle mani facciano male.
Paletti base ma che delineano una strada ben precisa. Non avete diritto di sorta nell'abusare della mia sensibilità ne vibrazione, a meno che non lo decida io. Se decido di aprire le mie porte, rispettate almeno le buone maniere.
Pulitevi le suole prima di entrare.
La calamita funziona sempre. Speriamo non attiri troppe calamità.
OGGI MI SENTO BELLO!

Dedicated to me.

"Shine On You Crazy Diamond "
Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire of childhood and stardom, blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter, come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!
You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!

martedì 17 novembre 2009

Idee

Ho tante idee.
Sono idee mie.
Sono idee belle.
Sono idee che mi fanno sognare.
Sono idee che mi fanno pensare.
Sono idee.

Le curo, le accarezzo, le coccolo.
Voglio bene alle mie idee.
Sono solo mie.
Sono le mie idee.

lunedì 16 novembre 2009

That's me



That's me. Black and White.

I miei piedi



Sono magri, lunghi e sottili. Si vedono perfettamente tutte le vene e se hanno camminato per un lungo percorso diventano un pò rossi. Hanno il fondo bianco e sconfina sui bordi in un rosa pallido per arrivare al tono della carne. Le dita sono fini e sembrano ondeggiare prima di arrivare alla punta. Questa è rotonda e sembra spanciare. Il tallone potresti chiuderlo tra due dita e nel suo salire si lancia sulla caviglia.
Sui piedi cammino e ci corro. Ballo e mi poggio. Sui piedi trovo la stabilità.
Adoro i miei piedi.

Pazze donne sull'orlo della menopausa.

Mi chiedo cosa cavolo abbia in testa questa.
Mi chiedo cosa cerca.
Mi chiedo perchè proprio io.
Vabbè ridiamoci su.
Male che vada mi pedinerà fuori dal lavoro!

Lunedì terribile

Non ho ancora alzato la testa dalla scrivania.
Massacro.
E ho fame!
Ma che cazzo esiste solo la mia filiale?

domenica 15 novembre 2009

Friendship is a light in the darkness


Tutto ha un prezzo ormai; ma una lunga chiacchierata sotto casa sulle scale, di notte, con un tuo fratello, non ha prezzo, è unica tutte le volte.
Come i vecchi tempi. Ora è un nuovo tempo, domani sarà lo stesso.
Sguardo alto, occhi fissi. Sempre.Tra me e te.


sabato 14 novembre 2009

Spunto

La lista dei propositi della settimana è stata completata. Ho fatto tutto quello che dovevo fare e anche altro. Milano è sempre Milano, un pezzo di vita che mi porto dentro sempre.
Dovrei fare più spesso una lista di propositi, cercare di visualizzare quello che devo fare. Ci sono una marea di cose che metterei dentro ma la lista non dovrà mai essere esageratamente lunga. Tempo per tutto, tutto ha un tempo.

venerdì 13 novembre 2009

L'uscita di scena

Andare via. In silenzio uscire una mattina da casa, una valigia con le cose importanti dentro, qualche foto, dirigermi verso l'aeroporto e partire. Via lontano da tutto e da tutti.
L'uscita di scena, plateale e grandiosa anche se fatta senza frastuono.
L'ho pensato tante volte in passato, qualche volta ancora ci penso. Immagino la faccia delle persone che restano, di chi dirà "lo sapevo", altri commenti in generale. L'ho valutata come possibilità e scelta, pensando che forse stare da solo e con me stesso fosse una soluzione ideale.
Codardia. Sarei un codardo, scappare dai problemi, dalle cose e dalle persone. Senza soluzione e senza aver niente per le mani. Nel vuoto che si potrebbe creare, nell'illusione del come colmarlo, rimarrebbe il pensiero costante di quello che è stato o poteva essere. Mi rendo conto che una scelta del genere sarebbe sbagliata, mi priverebbe di me stesso e delle mie sensazioni, belle o brutte che possano essere.
L'uscita di scena plateale non serve a placare i problemi. Ho affrontato quello che c'è da affrontare, come un guerriero, e mi aspetta ancora un cammino da percorrere. Affrontare me stesso fino in fondo e non solo. Come ho detto la mia strada è tracciata ma ancora non ne conosco il percorso per esteso.
Io sono qua. Presente e non scappo.
Per il momento passeggio pazientemente.