giovedì 5 novembre 2009

Sogni

Voglio indietro i miei sogni.
Tutti.

mercoledì 4 novembre 2009

Moleskin

Ho un pò di Moleskin in casa. Ne ho una particolare. E' vecchia, rovinata, di piccola taglia, l'ho comprata molti anni fa a Milano. Sono legato in maniera particolare a lei. Dentro c'è una parte della mia vita. Una parte strana che qualche volta ricordo. Con una scrittura fitta, da scribacchino, riportavo tutto ciò che mi filava per la testa, tutti i miei sogni e desideri, le delusioni e le vittorie. Non era un diario ma bensì una trasposizione della mia mente messa nero su bianco.
E' da una vita che non la apro, ho quasi paura. Forse non riuscirei nemmeno a leggere una pagina.
Ho un'altra Moleskin ora. Quando l'ho vista la mia mano non ha esitato. E' di taglia grande, le pagine bianche e pulite, senza righe. Come per l'altra riporto i miei pensieri, le mie poesie e racconti. Ora la scrittura e chiara e distesa, leggibile. Qualche volta d'impeto scrivo con frenesia ma rileggendo le parole sono riconoscibili, sono loro.
Una piccola e disordinata, una grande e ordinata.
Si cambia anche nelle piccole cose. E quando ci si rende conto si può solo sorridere.

Energy writing

2/11/09 Cagliari - Fiumicino

Tutto traballa, sembra contorcersi. Pensi di essere a un passo da una voragine, senti il vuoto enorme che si crea e apre sotto i piedi. L'aria scorre veloce, le nubi si aprono, la luna guarda come tutte le sere lo stesso spettacolo di luci.
Stomaco vuoto, testa compressa, la mano scrive veloce su un pezzo di carta per fissare i pensieri. Il tratto indeciso, le righe storte e senza fine. Vorrei vivere questa sensazione in eterno. Nell'immenso del cielo ritrovo la purezza. L'aria chiara, gelida e secca condisce l'atmosfera. Non vedo chi mi circonda, non sento più i rumori. Chiuso nei miei occhi scrivo, ascolto il cuore e la mente. Mossa da un movimento che non mi appartiene, la testa si scuote e in questa danza senza ritmo preciso tutto ciò che ho dentro si scaraventa fuori.
Bello, brutto, profondo, leggero, pesante, sensato e senza senso, completo e mancante. Come un pescatore davanti alla rete ricca di vita, affondo le miei mani e con gioia osservo le mie idee farsi reali.
Duole la mano; i tendini sottili soffrono, hanno seguito fedeli la velocità del matto pensiero e ora sono stanchi. Si distendono e si riposano mentre chiudo il foglio colmo di inchiostro; riprendo coscienza, vedo i volti di chi mi siede vicino, sento il rumore del vuoto, l'odore di moquette verde.
Guardo fuori, la luce velata e distante riflessa sulla luna mi riempie di bianco. Sotto di me Roma.

Sogno e realtà

Ho fatto un sogno.

Sono su un tipico taxi londinese, seduto sul sedile del passeggero. La Regina Elisabetta, di fianco a me, guida vestita di tutto punto con tanto di corona reale sul capo.
Sul sedile posteriore Elton John suona una canzone.

Si sto davvero perdendo la testa.
Non si possono fare sogni così. Ora mi domando che senso abbia un sogno del genere. Che significato nasconde e cosa ci dovrei vedere. Prima di tutto non sono capace nell'interpretazione dei sogni; dopo di che, ho già difficoltà a interpretare la mia realtà. Dopo alcuni giorni neri, conditi da sprazzi di serenità, mi chiedo se anche gli altri si interrogano nel mio stesso modo. Sono complicato lo so, strano e stravagante, forse un pò troppo. Ho dei momenti in cui la frase "seghe mentali" non rende abbastanza l'idea di quello che succede nei miei pensieri. Mi meraviglio della complessità di ciò che realizzo con la mente, le mille soluzioni che cerco, provando a conoscere me stesso. Gli altri, beh, un pò li conosco. Ricalcano schemi e pensieri classici. I dubbi che si pongono riguardano un paio di scarpe, cosa dire in un preciso momento, dove uscire nel week end. Ora, non ho la presuntuosa pretesa di essere l'unico a vederla in un certo modo. Di certo non sono un barboso seduto su uno scranno a occupare tutta la giornata nel filosofeggiare. Però ritengo e credo fermamente che l'intelligenza e la propria coscienza si ritrovino nelle domande che ci poniamo, nei dubbi che viviamo e nell'affrontare le varie situazioni.
Ho sempre cercato di vivere nella mia spontaneità, senza il compromesso di dover introdurmi in un personaggio non mio. Mi ci sono ritrovato ma quel vestito mi stava 2 taglie più piccolo. Mi riprometto ogni giorno di fare quello che sento e voglio fare. Guardo avanti a testa alta senza paura, e le paure che nascono sono solo i segnali che il mio essere mi propone. Voglio affrontare le cose, viverle, gustarle. Accendere tutti i sensi, sentire l'energia scorrere, attraversare la mia vita e tutto ciò che ci trovo con il sorriso. Le lacrime non si negano mai; naturali sgorgano dal mio corpo.
Io ci sono, esisto, e voglio essere sempre!

Vorrei

Vorrei essere lontano da tutti e da tutto, da solo seduto a guardare il mare, e lasciar andare via tutti i pensieri.
Con la mente libera respirare e sentire me stesso.

Ritrovata!

Finalmente la mia valigia, le mie cose.
Che bello!
Dopo due giorni con le scatole girate...finalmente.
Speriamo che la sfiga totale sia passata. Perchè la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!


martedì 3 novembre 2009

Sonnambulo

Troppo nervoso, troppo incazzato e troppo infreddolito.
Non riesco a dormire. Vorrei parlare, chiamare qualcuno, mandare sms, uscire. Ma è tardi.
Scrivo.
Di notte è più bello.